Venerdì, 25 Maggio 2018
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La perla

A volte si piange...
A volte si sta male...
A volte la vita ci sconvolge... ci travolge... fuori e dentro come un uragano impetuoso.
Tanti i momenti di solitudine, di amarezza e di inquietudine. Ma "forse" sono proprio queste cose che ci formano, ci plasmano, ci fanno evolvere... basta solo viverle in consapevolezza, con accettazione e tanto amore. La vita è una scuola e i suoi insegnamenti sono preziosi a un cuore in ricerca. Si, a volte fanno male, ma come ci insegna questo racconto di Chiara M. possono diventare delle perle di risveglio.
Chi siamo, da dove veniamo, quale uragano nella sua folle corsa ci ha portato in questo oceano senza fine: ci guardiamo intorno... niente all'orizzonte, il mare è tranquillo.

Mi guardo allo specchio.
Una lacrima scorre su questa mia pelle liscia.
La lascio andare come un sogno che sfuma e fugge lontano...
Il mio adesso è qui, così.
Con questa mia fragilità e questa mia forza titanica.
Con questa mia ostinazione e determinazione.
Con questo mio ridere e questo mio piangere.
Con questo volere a tutti i costi cercare una strada.
Ci vuole coraggio a vivere così.
Tanto.

b_159_112_16777215_00___images_mare-in-tempesta.jpgC'era una volta una conchiglia. Se ne stava in fondo al mare cullata dalle onde, sfiorata dal passaggio sinuoso di pesci colorati e cavallucci marini fino a quando...
...una tempesta giunse fino a lei sconvolgendole la vita. La violenza delle onde la capovolse più e più volte facendola girare, rotolare, urtare, trasportandola lontano fino a che, ammaccata e dolorante, si fermò.
Stava cercando di capire dove era finita quando, improvvisa, una fitta lancinante la trapassò.
Che cosa stava succedendo ancora?
Ah... ecco! Attraverso le valve, nello stravolgimento di prima, era riuscito a intruffolarsi un sassolino che, pur piccolo, aveva contorni spigolosi e appuntiti. Sulla carne viva faceva proprio male...
La conchiglia provò a muoversi e a "sputarlo" fuori, ma senza risultato. Tentò e ritentò anche nei giorni seguenti.
Il dolore non passava.
Pianse, e pian piano le sue lacrime ricoprirono il sassolino. Strano, il dolore iniziava ad attenuarsi. Cercb_130_122_16777215_00___images_ConchigliaPerla.jpgò ancora di eliminarlo ma ormai faceva parte di lei.
Tra le maglie della rete, assieme ai pesci, un pescatore vide una conchiglia. La aprì e, meraviglia, si trovò tra le mani umide e callose una perla bellissima, rilucente. La girò e rigirò: perfetta!
I pescatori sanno che ogni perla ha una storia da raccontare e... l'accostò all'orecchio. Ascoltando, ripensò alla sua vita. Quante tempeste aveva attraversato, quante solitudini, quanto dolore e rabbia e ribellione... Quante lacrime si erano mescolate alle goccie del mare! Ma proprio quelle lacrime erano riuscite a compiere il miracolo anche dentro di lui.
Una perla frutto del dolore. della rinuncia, della pazienza, di quel "sassolino" che ti entra dentro e non riesci più a buttar fuori; una perla capace di donare luce a chi si avvicina...
Il pescatore guardò quel miracolo racchiuso nella mano, guardò la sua luce, alzò il viso al cielo terso, e limpido sorrise.