Domenica, 25 Febbraio 2018
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Educare alla pace

peaceBW.gifEducare, nel significato comune che diamo, è il più grande inganno del nostro ego. Trasmettere valori, morali, il concetto del bene e del male, di quello che bisogna fare o non bisogna fare, per quanto possa essere “giusto” non è altro che condizionare le persone dal nostro punto di vista, visto che solo un vero illuminato è libero dal proprio indottrinamento culturale e religioso.

L’unica educazione possibile, sempre se di educazione si può parlare, è cercare di risvegliare le persone, portarle ad ascoltare il proprio spirito, a seguire la propria anima percettiva che tutto comprende ed è l’unica che sa cos’è il giusto e lo sbagliato o meglio il vitale e il mortale, che sa cosa si deve fare, quando e come. Imparare ad uscire dall’inganno dell’ “io mio” che appunto ci siamo costruiti causa educazione, morali, religioni-istituzioni, cultura, per essere accettati prima dai nostri genitori e poi dalla società.

La vera liberazione è appunto uscire da questo inganno di essere accettati, di appartenere ad un gruppo, di essere come gli altri, per dare libero sfogo al proprio essere unico anche se inscindibile da tutto e da tutti.

Non si può educare alla pace con manifestazioni, marce e politica. Quello che si manifesta nel mondo non è altro che quello che succede dentro di noi. Se noi siamo centrati sull’esterno, sul cambiare gli altri, ci perdiamo la vera ed unica cosa da fare: lavorare su se stessi per liberarsi dai condizionamenti e dare libera apertura al nostro spirito che non è altro che amore gratuito e gioia incondizionata. Ma non si può educare all’amore gratuito e alla gioia incondizionata.

Il monaco zen Thich Nath Han dice: “peace in yourself, peace in the world”. Cosa serve fare le marce della pace quando, per una macchina che ci taglia la strada, siamo capaci di andare in escandescenza con mille insulti e pensieri di ammientamento dell'altro? Cosa serve fare seminari sulla pace quando siamo solo capaci di urlare in faccia ai nostri figli quello che devono o non devono fare solo perché il loro comportamento non corrisponde ai nostri criteri di giusto? Come facciamo a costruire la pace nel mondo se prima non la costruiamo dentro di noi?

Tutto serve, anche queste cose serviranno, ma diritti umani, morale, educazione… anche nell’antico testamento Dio ha dato la legge, ma nel nuovo Gesù l’ha sostituita con “amatevi gli uni e gli altri come io ho amato voi”. Abbiamo ancora bisogno delle leggi o è giunto il momento di qualcos’altro? Siamo ancore talmente induriti da doverci far guidare da leggi o è giunto il tempo di aprirci al nostro spirito e farci guidare dalla nostra mente-cuore?

Forse l’unica cosa da fare è sedersi in silenzio, lasciare andare i meccanismi mentali, concentrarsi nel respiro, che non è altro che un ricevere la vita (inspiro) e un donarsi alla vita (espiro), e aprire il cuore spirituale all’immensità della vita (l’infinito) e trovare in questo nulla, che non è vuoto ma vera pienezza, la fonte.

Meditare significa sviluppare la piena fede-fiducia nella vita (Dio), sentire che la vita è sempre lì che ci sostiene, ci sorregge, ci protegge e ci aiuta, che il segreto è dentro di noi. Meditare significa cambiare mentalità, dialogo interiore e sentire che la gioia va ricercata dentro e non all’esterno. Per costruire un mondo di pace bisogna prima togliere la divisione che è dentro di noi.

la Pace sia con te