Domenica, 25 Febbraio 2018
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Racconto di una nascita

Vi vorrei raccontare, attraverso le suggestive parole di Frederic Laboyer, il momento di una nascita. Ho scelto questo racconto perchè ha accompagnato il mio travaglio, dando un particolare contributo allla nascita di mia figlia.
Sono passati ormai alcuni anni, ma sento ancora l'emozione di queste parole, lette e rilette dal mio compagno, mentre ero seduta su una panchina, con i piedi appoggiati a terra e cercavo di lasciarmi andare a ciò che stava accadendo.
Non vorrei proporvi questo brano come esemplificazione di un parto 'perfetto' o di come ognuna dovrebbe vivere questa esperienza perchè nessun parto è perfetto e non ci sono nemmeno parti 'buoni' o 'cattivi', ci sono solo 'parti'; anzi c'è il 'nostro parto', incontro assolutamente unico e irripetibile tra me e la mia creatura, a nostra volta esseri meravigliosamente unici e irripetibili. Tutto il resto sono solo parole, idee, emozioni, guidizi con cui coloriamo ciò che ci sta accadendo ma che è in realtà qualcosa di quasi innominabile. Nemmeno io potrei descrivere ill mio parto con le parole di questo racconto perchè ho il ricordo di un'esperienza forte, sconvolgente, assoluta, ma così no, non la potrei proprio descrivere. Trovo che però non sia questo l'importante, non è necessario che ognuna di noi arrivi a dire il proprio parto con le stesse parole, non è per questo che ci troviamo ai corsi di yoga o di preparazione al parto.
Noi lavoriamo insieme e io propongo questa lettura per aprire dentro di noi una possibilità di strade nuove e orizzonti diversi con cui saper ri-nominare ciò che ci accade.
Questo è il significato che le parole di questo racconto, che al mio cuore sono suonate così piene di magia e di bellezza, hanno avuto per me durante il travaglio.
In un contesto in cui tra mamme si tramandono immagini di parti terrificanti, si vive la gravidanza tra medici e controlli, dentro di noi, nei nostri pensieri si fanno strada la paura e il dubbio, queste parole offrono una possibilità...una possibilità reale, semplice, meravilgiosa che non sia solo così.
Allora, qualunque cosa ci accada, in qualsiasi momento, qualsiasi cosa dica la nostra mente, ricordiamoci che non è solo così, che c'è sempre un'altra possibilità ed è lì dentro di noi che ci aspetta.
Auguro ad ogni mamma di coltivare con cura e con amore questa possibilità..sempre!

All’improvviso ho cominciato a perdere le acque.
Il sacro rito della nascita è cominciato.
Il mio corpo ha preso coscienza di un movimento nuovo,totalmente sconosciuto.
Non ancora ritmato, ma già forte. Al punto che, senza volerlo, comincio a respirare profondamente.
E si instaura in me quell’attenzione profonda che devo al mio Maestro.
Così, mentre mi lavo e mi copro semplicemente con una grande spugna da bagno,
sto molto attenta a non interrompere la respirazione.
All’improvviso, ecco cominciare una vibrazione fantastica, incredibile
che nasce dalle profondità del mio essere.
Mi afferro alla ringhiera del balcone.
Il grande mango, giù nel giardino, così familiare, che conosco da sempre,
all’improvviso diviene bizzarro.
Sento tutto il mio essere trascinato. Mi sento aspirata verso il centro.
E qualcosa in me ora che, per tutto il tempo,
questo movimento appassionato mi assorbirà completamente.
Che io sarò quella cosa lì. Che quella cosa sarà me. Fin quando arriverà l’estasi finale.
Sento che a poco a poco divento questa energia meravigliosa.
In verità esiste solo lei che sale a ondate. E ognuna mi apre di più.
Sono solo uno strumento,
un passaggio attraverso il quale si riversa una forza stupefacente.
Respiro senza posa.
E, attraverso il respiro, senza tregua, vedo aprirsi regni sconosciuti.
Tutto si apre, all’infinito, cancellato, scomparso ogni limite.
Come potrebbe quella cosa sopportare dei limiti, delle barriere!
E poi ecco che quella cosa non è più in me.
Sono persa, perduta, esultante, fusa, tutt’uno con quella cosa lì.
Decisione, scelta, tutto è bandito. Non c’è ora che quella danza sublime.
Una nascita simile è tutta spontaneità, non si può insegnare.
Tuttavia sono necessarie ben poche cose!
Che il cammino sia libero, il corpo in buona salute.
Uno spirito attento, avidodi seguire, di fare esperienza. Un’apertura totale.
Quando lo  yoga ha risvegliato nel corpo questa intelligenza essenziale,
questa intuizione fondamentale, essa guiderà la donna nel corso della gravidanza.
E mai la donna si sarà sentita così vicina alle sue radici, alla sorgente del suo essere.
Allora, del tutto naturalmente, sarà pronta a entrare in questa danza,
in questo movimento, in questo ritmo che è la nascita, mentre la respirazione farà per lei,
da una tappa all’altra, da una stazione all’altra, tutto ciò che deve essere fatto.
Che non si interrompa mai, che non trattenga il fiato.
Qualsiasi cosa succede, continui invece senza posa a respirare
All’unisono con questa immensa pulsazione.
Accordi il suo respiro al ritmo che si è impadronito di lei.
Allora, la donna stessa diventerà questa marea.
Con il flusso sale, scende con il riflusso.
Presa da una inspirazione,
trasportata più lontano da quella che segue,
è come se tutta la Creazione fosse là, venuta a sostenerla.
Lei non è più che una via,
un passaggio per la Vita che folle, ebbra, appassionata, si apre la strada attraverso di lei.
Arriva, infine, il momento di cogliere il frutto di tanto amore.
Lei è là, totalmente, tutta gioia e silenzio.
E meraviglia.
Con infinito rispetto incontra il bambino.

Frédérick Leboyer   
"Dalla luce il bambino"