Mercoledì, 19 Settembre 2018
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Yoga - la pratica

La pratica Yoga volge in due direzioni:
  1. il benessere psico-fisico legato al buon funzionamento dei vari sistemi: muscolare, articolare, osseo, respiratorio, circolatorio, digestivo, ecc., e ad uno stato di maggiore calma, equilibrio e lucidità mentale.
  2. la connessione (yoga = unione) con la nostra interiorità, che possiamo chiamare anima, spiritualità, saggezza, che conosce il Disegno per cui siamo in questa vita e il percorso per evolverci.

Ciò che contraddistingue la pratica Yoga dai consueti esercizi di ginnastica e fisioterapia è la CONSAPEVOLEZZA.

La consapevolezza quando sorregge l’esecuzione delle posture dà luogo ad ASANA, quando consente di padroneggiare il respiro realizza PRANAYAMA e quando induce a rallentare ed arrestare il movimento mentale lascia emergere la MEDITAZIONE.

Essere consapevoli significa essere immersi completamente nell’ascolto di ciò che sta avvenendo. La mente, che è il nostro ego, si trova costantemente in uno stato di agitata scontentezza ed è sempre protesa a raggiungere qualcosa “di più” forzando la realtà dei limiti del corpo. Lo Yoga ci chiede, invece, molta pazienza, ci stimola ad ascoltare, attendere ed ignorare le pretese dell’ego.

È così  che si aprono sprazzi di silenzio in cui il corpo libera la propria spaziosità ed il respiro l’originale naturalezza. E quando riusciamo finalmente ad ascoltare cogliamo i messaggi del corpo, quei segnali che rivelano blocchi, tensioni, chiusure, punti insensibili o doloranti e che ci indicano le zone a cui dobbiamo rivolgere una particolare cura nell’eseguire le posture. Sono ricordi “negativi” che il corpo ha trattenuto e sono diventati accorciamenti, rigidità, dolori, o altro.

Solo da questa presa di coscienza può nascere un lavoro corretto e progressivo di studio e preparazione delle ASANA. Le posture permettono al respiro consapevole di essere concentrato in precise zone in cui le vecchie tensioni vengono, in modo dolce, alleggerite, allungate, sciolte, ristabilendo uno stato di apertura, libertà e piacere.

ASANA allora diviene l’espressione naturale e cosciente del nostro corpo saggio e avrà le qualità di STHIRA-SUKHAM, stabilità e agio, fermezza e distensione. Ora ci si potrà dedicare al flusso pranico con PRANAYAMA e/o stabilizzare nell’immobilità tranquilla della MEDITAZIONE.

Queste modalità d’essere, sperimentate concretamente dal corpo e integralmente a mente e respiro, potranno, un po’ alla volta, radicarsi profondamente in noi e fiorire in tutti gli aspetti della nostra quotidianità.

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