Domenica, 22 Luglio 2018
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Patanjali

PATANJALI E GLI YOGA-SUTRA

 

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Patanjali è l’autore degli Yoga-Sutra, il testo fondamentale per l’insegnamento dello Yoga classico.

Patanjali potrebbe essere vissuto in India tra il II e il IV secolo a.c. e di lui si conosce  poco o nulla a livello storico, essendo quasi un personaggio mitologico. La leggenda ritiene che sia l’incarnazione del serpente divino Ananta che sostiene l’universo.

Probabilmente Patanjali non è stato l’unico ideatore dello Yoga, ma colui che ha raccolto gli insegnamenti precedenti ai quali ha dato una forma ordinata e completa.

Gli Yoga-sutra sono divisi in quattro libri (pada) e composti da sutra o “aforismi”, che sono frasi molto concise per favorire l’apprendimento mnemonico da parte degli allievi che li ricevevano solo oralmente, direttamente dal loro maestro.

I sutra di Patanjali sono sintetici, privi di ambiguità e ricchi di significato. La loro lingua è il Sanscrito che, a differenza delle lingue moderne, si presta ad una maggiore sottigliezza lessicale. Essi sono per noi contemporanei difficilmente comprensibili senza l’aiuto dei commentari scritti successivamente.

 Le parole di ogni sutra, messe insieme, non formano a volte neppure una frase completa, ma danno all’insegnante lo spunto per svilupparne il senso che può rivelarsi solo a chi ne intraprende la disciplina e lo studio con un maestro.

La pratica prolungata nel tempo risveglia intuizioni legate al loro significato. Approfondendola il messaggio acquista una risonanza sempre maggiore, diventa sempre più ricco di senso e sempre più chiaro. Così la comprensione, legata alla pratica, avviene come un processo naturale.

Patanjali dedica i suoi insegnamenti al percorso per superare la sofferenza intrinseca al funzionamento della mente umana. Ci indica svariati mezzi idonei a questo scopo ed elenca tutti gli ostacoli e le fasi del cammino per poter scoprire alla fine la Verità che è racchiusa in noi stessi.