Venerdì, 19 Ottobre 2018
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DAL SILENZIO ... IL SUONO: OM

OṀ è un mantra composto di una sola sillaba che non ha un senso reale ma il cui suono ha un significato sacro. È il suono cosmico, la vibrazione prodotta dall’universo che dopo il Big - bang continua ad espandersi.

Secondo Patanjali (Yoga-sutra I 27, 28, 29) il canto dellOṀ ci collega con la Fonte Suprema della vita. Il mondo difatti deve la sua esistenza a questa vibrazione. Dio ha dato origine e mantiene la creazione con la parola, OṀ.

 

Quindi il mantra OṀ ha il potere di metterci in contatto con la Fonte e di farcela conoscere. Questa energia potentissima del canto dell’ OṀ si sviluppa gradualmente con la pratica. Patanjali ci indica l’applicazione di due metodi.

  1. La ripetizione assidua dell’ OṀ, che può essere all’inizio udibile, poi sommessa, silenziosa e infine solo mentale.
  2. Non può essere una ripetizione solo meccanica ma nel canto vi deve essere la meditazione intensa sul significato del mantra e il desiderio del cuore di collegarsi con il Divino.

Gli effetti di questa pratica costante potranno essere molteplici. La vibrazione dell’ OṀ produce la rimozione delle impurità, degli ostacoli che impediscono all’energia di fluire, e quindi una rigenerazione. Inoltre aiuta a ritrarre la coscienza dall’esterno verso l’interno poiché, come dice Taimni, commentatore degli Yoga-sutra, “ il mistero ultimo della vita è celato nel cuore stesso, nel centro, del nostro essere, e potremo trovarlo soltanto lì e in nessun altro luogo”.

INDICAZIONI PER LA PRATICA

OṀ è formato da 3 fonemi: A, U, M. Difatti dall’incontro della A con la U deriva la O (se si passa lentamente dalla pronuncia della A a quella della U, nel mezzo si incontra la O). Si può cantare in due modi: AUM (all’inizio) oppure OṀ (successivamente).

Quando si canta l’ OṀ, così come quando si eseguono le posture, l’attenzione deve essere portata all’interno, per percepire le vibrazioni. E quindi è il suono interno che si deve ricercare, non tanto l’”esibizione canora”.

Ogni fonema, suono, agisce prevalentemente su determinati punti. La A chiusa nella zona addominale, in particolare le sue vibrazioni risvegliano il chakra del plesso solare. La U stimola il plesso cardiaco, attivando il chakra del cuore. La M all’inizio nella gola e alla fine quando diventa una vibrazione nasale risveglia il chakra della fronte.

Come nell’esecuzione delle posture, anche nel canto dell’AUM non si passa bruscamente da un fonema all’altro, ma le labbra modificano la loro forma lentamente in modo da poter recepire tutti i suoni che si producono. E anche per questa pratica bisogna avere pazienza, fermarsi, ascoltarsi, riprovare e avere la costanza e la curiosità di sperimentarlo.

Per la pratica dell’ OṀ è importantissima la respirazione diaframmatica. Più il diaframma sarà libero e rilassato per potersi mobilizzare profondamente verso il basso nell’inspiro, più il suono, partendo dall’addome, potrà allungarsi ed espandersi verso l’alto.